Una forma che conduce

di Egidio del Bianco

 

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Una forma che si eleva curvilinea a modo di nastro più che di tronco, è una forma che conduce: una strada da percorrere.
Egidio Del Bianco compendia nella forma tridimensionale la componente simbolica e quella strutturale e plastica, con ruoli quasi indistinguibili, come è solito fare. E alla attrazione puramente plastica, della forma che si modula e troneggia nello spazio, nella sua sensibilità si affianca un’attenzione per il dettaglio, un’esigenza di colta artigianità e di raffinatezza nel particolare. Questo per una logica di contrappunto e di ‘dialogo’ che in vario modo caratterizza tutta la sua ricerca, ma anche per un retaggio di esperienze avute in senso specifico sia nella scultura che nell’arte orafa, sperimentata nella sua prima formazione.
In questa piccola scultura realizzata per ricordare i primi dieci anni del SINP, le due componenti si evidenziano con chiarezza. La forma s’impone unitaria e compatta nella sua verticalità, e poi, al vertice si frantuma, sfrangiandosi, quasi a cercare una simbiosi con lo spazio. Ed è nel gioco e nella ‘incastonatura’ dei frammenti che si coglie il gusto e un’impressione di raffinata finitezza.
Evidente anche il contenuto simbolico. La suggestione è di tipo naturalistico: l’albero che cresce, la ramificazione che si espande e vegeta determinando sinergie; sebbene l’elemento centrale alluda al tecnologico, facendo pensare a una grande via, a un nesso aperto riferito alla comunicazione. Nel complesso una forma che si articola a modo di puzzle (simbolo oramai acquisito nell’immagine del SINP), frammentandosi e ricomponendosi in configurazioni nuove, verso orizzonti e confini inusitati, con una duttilità che si rapporta e fa suo un progresso tecnologico in continua evoluzione.
La sobrietà e il rigore che caratterizzano l’opera appartengono ai modi stessi dell’artista: un’etica tramandatagli certo da Umberto Peschi, di cui Del Bianco è stato prima allievo, e poi amico e sodale in arte.
(Lucio Del Gobbo)

 

Egidio Del Bianco è nato nel 1951, ha compiuto gli studi all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Per molti anni ha frequentato lo studio dello scultore U.Peschi, partecipando alla realizzazione di diverse opere in legno e ferro. Ha iniziato l’attività espositiva nell’83, invitato alle più importanti manifestazioni regionali allargando l’attività espositiva in Italia e alcune presenze a Praga e Cracovia. Dall’ 87 inizia la frequentazione dell’ambiente artistico di Pietrasanta e Carrara con soggiorni di studio e lavoro presso alcuni laboratori della Versilia. Dal 94 al 98 componente il Consiglio dei Curatori della Pinacoteca di Macerata ha curato le mostre di Joe Tilson, Bruno Munari, Loreno Sguanci, Igor Mitoraj e Simon Benetton. Ha tenuto mostre personali a Macerata, Fano, Montelupone e Loreto. Ha collaborato alla realizzazione delle mostre di N.PatriziI, I.Aleandri e U.Peschi. Promotore nel 2004 della prima edizione del Libro d’Artista al salone di ‘Cartacanta’ a Civitanova Marche. Vive e lavora a Macerata.