Calcione di Treia

La cucina treiese affonda le sue radici in quella marchigiana, ma presenta vere e proprie prelibatezze di origine locale che sono il frutto di accostamenti arditi. Spicca su tutte il “calcione”, dalla caratteristica forma a mezzaluna. Cotto al forno è un prodotto a base di pecorino, uova e zucchero dal sapore agrodolce assai gradevole. Dolce la pasta esterna e salato il cuore centrale in cui l’impasto di formaggio assume il caratteristico colore dorato in fase di cottura. Tipico del periodo pasquale, al calcione è dedicata una sagra che si svolge ogni anno nella terza domenica di maggio. In quell’occasione si può gustare anche nelle versioni primo piatto (ravioloni a forma di mezzaluna con ripieno di ricotta, uova e spezie), fritti e al forno, con ripieno di ricotta e zucchero. Specialità anche tra i dolci di carnevale: gli scroccafusi e la cicerchiata. Gli scroccafusi sono dolci di forma simile alla corolla di un tulipano, cotti al forno o fritti, spruzzati di alchermes e cosparsi di zucchero. La cicerchiata invece ha come ingredienti degli acini ricavati da un impasto di farina e uovo, fritti, conditi con mandorle, pinoli e amalgamati con miele come in un croccante.
I calcioni classici, quello cotti al forno, hanno una ricetta semplicissima. Particolare attenzione deve essere riservata alla scelta del formaggio che si impasta con gli albumi delle uova, il limone grattuggiato, lo zucchero e la vaniglia. Si tirano quindi una o più sfoglie con la farina, le uova intere e i tuorli residui degli albumi usati per l’impasto, quindi zucchero e strutto. Dalla sfoglia si realizzano cerchietti di 10 centimetri di diametro, da farcire con palline grandi come un cucchiaio da cucina. Il dischetto di sfoglia deve essere inciso in modo tale che la pallina di farcia venga racchiusa a saccottello.

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