Museo della caricatura di Tolentino

Il Museo della Caricatura si trova nel Palazzo Sangallo di Tolentino, è stato ideato e voluto dal medico, pittore e caricaturista tolentinate Luigi Mari, che è stato anche il fondatore della Biennale Internazionale dell’ Umorismo nell’Arte. Il museo, prima istituzione culturale del genere in Italia e nel Mondo, è oggi universalmente riconosciuto come un fondamentale riferimento per gli artisti, i critici, gli studiosi e tutti gli appassionati del settore. Il museo fu inaugurato il 6 settembre 1970, per essere poi sistemato, dal 1993, nel monumentale palazzo Sangallo, al centro della città. Il museo conserva attualmente più di 3000 opere originali dei più celebri maestri della caricatura e del umorismo di ogni tempo e paese. Dopo i recenti lavori di restauro e di catalogazione delle opere e con la sistemazione organica di giornali, libri e documenti d’epoca, il museo è in grado di offrire al visitatore il più ampio e completo panorama dell’arte umoristica mondiale.
L’ordinamento delle sale espositive, che sviluppa la storia della caricatura dalle origini ai giorni nostri, è stato realizzato in modo da consentire una passeggiata stimolante, singolare, curiosa, di massimo interesse e di suggestivo divertimento culturale.
Il museo si articola in Sala Storica, Sala Caricatura e Sala Umorismo. Sala Caricatura Di grande effetto spettacolare, la Sala della Caricatura è interamente dedicata a ritratti di uomini illustri la cui personalità diversamente interpretata dai massimi caricaturisti del mondo, emerge ancor più viva, pur nella sua “comica” trasfigurazione. Di particolare rilievo le superbe caricature di Levine; la galleria di personaggi di Ardito, Beni, Forattini, Searle; il tenero Ingrassia (che sarà lo Zio Matto in “Amarcord”) disegnato da Fellini; lo stesso Fellini visto dal suo amico e maestro Nino Za. Ma il settore sicuramente più affascinante è quello riservato alla scultura, dove le mirabili statuette di Gabellini e di Morini, e di molti altri, raggiungono il livello del capolavoro.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di Tolentino

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