Anche quest’anno per il Giorno della memoria, istituito con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 per
ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati italiani nei campi nazisti, che
da allora viene celebrato il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di
Auschwitz, il Comune e la Prefettura di Macerata, in collaborazione con l’Istituto Storico di
Macerata, celebrano la ricorrenza, oltre che con un momento istituzionale, anche con una serie di
incontri e laboratori che vede protagoniste le scuole della città.
“Comprendere ciò che è successo in passato per far sì che la conoscenza sia un monito per le future
generazioni: la Giornata della Memoria non ci obbliga solo a ricordare la sofferenza e gli orrori
dell’Olocausto ma ci invita a sensibilizzare per prevenire ogni forma di discriminazione – ha detto il
sindaco Sandro Parcaroli -. Un ringraziamento alla Prefettura e all’Istituto Storico della Resistenza per
aver promosso, insieme al Comune, momenti di informazione ed educazione che hanno un’importanza
fondamentale per promuovere una società giusta, libera e democratica”.
Per la giornata di venerdì 27 gennaio, alle 12, nella sala consiliare del Palazzo municipale, in piazza
della Libertà, è prevista la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore concesse dal Presidente
della Repubblica Sergio Mattarella ai cittadini italiani, militari e civili e ai familiari dei deceduti,
deportati o internati destinati al lavoro coatto per l’economi di guerra, da parte del prefetto Flavio
Ferdani. Alla cerimonia interverranno alcuni classi del Liceo scientifico “Galileo Galilei” di Macerata.
Per quanto riguarda invece gli incontri e i laboratori destinati alle scuole, organizzati in collaborazione
con l’Istituto Storico “Mario Morbiducci”, il calendario prevede, dopo la lezione della direttrice
Annalisa Cegna agli studenti dell’Ite “Gentili” dal titolo “Da Macerata ad Auschwitz. Il percorso della
memoria”, svoltasi lo scorso 21 gennaio, altri quattro appuntamenti.
Il primo sarà oggi, martedì 24 gennaio, alle 15, per gli studenti all’IIS “Matteo Ricci”. Si tratta di una
lezione on line di Matteo Petracci, docente dell’Università di Camerino, dal titolo “Triangoli.
Classificazione e distruzione del diverso” che propone una riflessione sulle radici cristiane
dell’antigiudaismo e della persecuzione ebraica, sulle innovazioni introdotte dal razzismo scientifico e
sull’opera di classificazione e distruzione della diversità attuata successivamente dal nazismo e dal
fascismo.
Il 27 gennaio, invece, alle 8, al Liceo classico “Giacomo Leopardi”, Annalisa Cegna interverrà sul
tema “I campi di concentramento in provincia di Macerata”, una lezione che introdurrà alla

conoscenza dei campi di concentramento fascisti presenti in Italia tra il 1940 e il 1943, con particolare
riferimento ai campi presenti nella provincia di Macerata.
A seguire il 28 gennaio, Stefano Rocchetti dell’Istituto Storico di Macerata incontrerà gli studenti
dell’Istituto comprensivo “Enrico Mestica” e parlerà loro di “Ad Auschwitz c’era un’orchestra”. La
lezione affronterà il tema della musica concentrazionaria, nata nel periodo di prigionia degli ebrei nei
campi di concentramento, alla quale si conferiscono due chiavi di lettura: da un lato viene concepita
come un’arma distruttiva, di umiliazione e di orrore, dall’altro la musica assume una veste salvifica e di
conforto.
Infine il 30 gennaio, alle 17, sul canale YouTube dell’Isrc, un seminario on line dal titolo “Stereotipi
razziali, infanzia e fascismo” che indagherà il rapporto tra gli stereotipi razziali e il mondo
dell’infanzia, con particolare riferimento agli stereotipi antiebraici e quelli legati al colonialismo
italiano.
Sono previsti gli interventi di Bruno Maida (Università di Torino) sul tema “Razza e razzismo nel
regime fascista, dello storico Gianluca Gabrielli su “Africa immaginata. Stereotipi scolastici sugli
africani e le africane tra l’epoca coloniale e il presente” e di Valeria Galimi (Università di Firenze) che
interverrà su “Rappresentazioni e stereotipi visivi antiebraici nei prodotti culturali per l’infanzia”.