Il contribuente, mediante richiesta scritta, ha il diritto di interpellare il Comune in ordine alla interpretazione e modalità di applicazione degli atti deliberativi e delle norme regolamentari emanati dal Comune medesimo, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione dei provvedimenti stessi.
Il richiedente, a pena dell’inammissibilità dell’istanza, deve:
a) indicare la questione in maniera succinta, ma esauriente, con riferimento a fattispecie concreta e personale;
b) indicare tutti gli elementi di fatto e di diritto, ritenuti utili per la soluzione del caso prospettato;
c) fornire la propria soluzione, motivata;
d) riportare le proprie generalità, indicare un recapito telefonico e postale e sottoscrivere l’istanza.
Il Funzionario Responsabile comunica al richiedente le proprie determinazione anche a mezzo posta, entro il termine di 90 giorni.
Entro lo stesso termine comunica la eventuale inammissibilità dell’istanza di interpello indicandone i motivi. La risposta del Funzionario responsabile ha valore con esclusivo riferimento alla questione oggetto d’interpello e limitatamente al richiedente medesimo. In caso di adempimento avente scadenza anticipata rispetto al termine suddetto, la risposta è data verbalmente, fatta salva la successiva comunicazione scritta.
Qualora la risposta non sia comunicata all’interessato entro il termine suddetto, s’intende che il Comune concorda con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Eventuali atti d’imposizione, emanati in difformità dalla risposta fornita, senza che nel frattempo siano intervenute variazioni normative, sono da ritenersi nulli.