Villa di Beniamino Gigli di Recanati

La villa di Beniamino Giglia di Recanati svetta come una bianca vela a quattro chilometri dal mare Adriatico, ad altrettanti dal Santo Colle di Loreto e a sei chilometri dall’Infinito leopardiano. L’indimenticato tenore affidò al fratello Catervo, professore di Belle Arti e all’architetto Florestano Di Fausto di edificargli una villa in cima al colle dove non c’erano che pietre arse e piante selvatiche. Di Fausto fece costruire una vera “reggia” in stile liberty con circa 60 locali, alcuni molto fastosi come la hall, il salone delle feste, il coro liturgico, la galleria. Vi sistemò numerose stanze per gli ospiti, una stanza in stile cinese, un fumoir con sala da gioco, il tinello rustico, una graziosa cappellina, dedicata alla Vergine, abbellita da vetri cromatici e da arredi in stile veneziano. Più di 20 sono le sale da bagno e fra esse merita una particolare attenzione quella creata in stile pompeiano con una piccola piscina all’interno. In cima alla villa spicca una torretta dove viene collocato il giardino d’inverno con decorazioni e stucchi e animali impagliati. Le decorazioni pittoriche sono di Adolfo De Carolis, pittore e xilografo, di Montefiore dell’Aso.

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