Torrione a S. Firmano di Montelupone

Massiccia torre posta sulla riva destra del fiume Potenza, il Torrione di Montelupone testimonia la funzione ed il valore che un mulino fortificato poteva avere nel XIV secolo. Di pianta quadrata, aveva l’ingresso verso il fiume, ora occluso da un fabbricato addossato su tale lato. Predisposto per la difesa piombante (e ficcante), dell’apparato a sporgere restano i beccatelli privi del coronamento merlato, su cui poggiava una probabile copertura. Su un lato è murato un antico stemma di Montelupone. Una strada interamente lastricata ancor oggi detta “mattonata” collegava il mulino fortificato con il centro storico di Montelupone passando per le fonti Janni e Fontanella e entrando in paese per porta S. Stefano. Il manufatto, tutelato dalla Sovrintendenza architettonica per le Marche, è di proprietà dell’Enel e versa in uno stato di estremo degrado. Nell’ultimo secolo è stato utilizzato come mulino, centrale elettrica, scuola elementare e perfino sede del campo di lavoro per i prigionieri durante la seconda guerra mondiale che, scavarono e ripulirono parte dell’attuale “vallato” (canale di convogliamento dell’acqua che dalla chiusa sul Potenza, attraversa tutta al pianura per alimentare la centrale idroelettrica di Montelupone). Adiacente al torrione si può ancora ammirare un’antica costruzione di terra, ultima testimonianza presente nell’intero territorio; si tratta di quel che rimane di un complesso di casette di terra, costruite “a crudo” con terra e paglia pressate, che erano abitate dai mugnai. Fra il torrione e la casa di terra è ancora evidente il tracciato del corso d’acqua, ora prosciugato, che alimentava le ruote a pale del mulino. Questo complesso architettonico testimonia da solo sette secoli di storia locale e merita quindi di essere adeguatamente studiato, restaurato e valorizzato.

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