Porta Trento e Porta Piave di Urbisaglia

Le mura di Urbisaglia medievale erano interrotte da due porte ogivali, Porta Piave (già denominata Porta Fiastra perché si affaccia sulla valle del Fiastra) e Porta Trento (già Porta Entogge, dalla valle del torrente Entogge). Quest´ultima, con una ghiera in cotto, è ad arco acuto e parzialmente interrata. Imponente il fornice che delimita uno spazioso vano con volta a botte. Le porte avevano la funzione di isolare il paese durante la notte e quando scoppiavano casi di epidemia. In questo caso restava aperta solo Porta Piave (Fiastra), nella quale le guardie cittadine dovevano effettuare severissimi controlli ai forestieri che si presentavano, sotto la rigida responsabilità di due deputati eletti dal Consiglio Comunale.
Ancora visibili all´interno della porta i cardini per la chiusura e, a destra della fonte, un piccolo sportello in metallo appartenente al sistema di illuminazione stradale ad olio istituito nell´800: all´interno dello sportello, tenuto chiuso a chiave, veniva agganciata la catena che sosteneva la lampada; la catena veniva sganciata quando si doveva abbassare la lampada per rifornirla d´olio. Le porte erano difese da torrioni, alienati dal Comune nel sec. XIX ed abbattuti per edificare le abitazioni dei nuovi proprietari. Sulle porte erano collocati, per tradizione, gli stemmi del papa regnante e della comunità, raffigurante San Giorgio che uccide il drago.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di Urbisaglia

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