Ponte del Diavolo di Tolentino

Il ponte del Diavolo di Tolentino, eretto nel 1268 su disegno di Mastro Bentivegna, unico nella sua forma per tutto il corso del Chienti, ha cinque arcate centinate sorrette da possenti piloni, con torre-barriera quadrangolare, merlata alla guelfa. La sua denominazione di “Ponte del Diavolo” deriva da una leggenda comune a tanti ponti sparsi per l’Europa.
Una lapide moderna è affissa alla parete della torre, al posto di quella originale, per la quale fu utilizzato il fondo di un sarcofago romano. (Parte della lapide è ora conservata nel lapidario presso la basilica di San Nicola). Nel 1524, per deliberazione del Comune, fu innalzata sullo spigolo del pilone centrale un’edicola sacra che tuttora rimane, con un affresco che rappresenta la Vergine con il Bambino. Il 30 giugno 1944, durante la seconda guerra mondiale, le truppe tedesche in ritirata fecero saltare l’arcata centrale del ponte che in seguito venne ricostruita nella forma originaria. Di fronte all’arco della torre del ponte si erge la porta del ponte dalla quale ha inizio l’imponente cinta muraria.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di Tolentino

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