Palazzo Laureati di Montecosaro

L’edificazione del complesso signorile Palazzo Laureati di Montecosaro è collocabile tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700. I Laureati provengono dal Veneto, con precisione dal comune di Sacile (PN) dov’è tuttora esistente un Palazzo Laureati in Piazza del Duomo. Sul finire del ‘400 si trasferirono nel Regno di Napoli e da qui a Montecosaro, passata nel frattempo tra i possedimenti dei Cesarmi. Il personaggio di maggior spessore della famiglia fu il gesuita Giovanni che qui nacque nel 1666. Parliamo del più celebre tra tutti i montecosaresi anche se ai più sconosciuto. Poliglotta e sinologo, fondò il Collegio di Pechino ai tempi in cui fu missionario nelle sconfinate terre di Cina.
Fu Giacomo (1640-1710), figlio di Virgilio, a volere una dimora più consona al prestigio ed all’importanza del proprio casato. Acquistò un gruppo di piccole case e provvide alla loro demolizione, ottenendo un’ampia superficie su cui in seguito potè costruire. La facciata dell’edificio, ornata da quattro paraste, presenta sei finestre nel piano rialzato ed otto in quello superiore. Il portale d’ingresso è costruito con materiale laterizio particolarmente curato che forma un’elegante incorniciatura architravata. E’ sovrastato dallo stemma gentilizio, in cui si notano un elmo ed una mano che regge un ramo d’alloro, a testimonianza di una lunga tradizione di studio e pratica delle armi.
Per accedere al piano superiore, si percorre un ampio scalone adomato da una balaustra con colonnine in pietra rosa. I vani sono coperti da soffitti a cupola e sorretti da robuste arcate in legno. Oltre ad alcuni interessanti dipinti del Piervittori, si segnalano anche delle fini decorazioni pittoriche che richiamano gli intemi del Palazzo Comunale. Il complesso è ingentilito da uno splendido giardino intemo di grande interesse botanico, arricchito anche da alberi secolari. Nel cortile dei limoni troviamo inoltre un’ampia e profonda cisterna per la raccolta dell’acqua piovana ed un pozzo dal livello costante scavato nel tufo.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di Montecosaro.

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