Palazzo Comunale di Urbisaglia

La fronte del Palazzo Comunale di Urbisaglia, lungo il C.so Giannelli, conserva murate quattro interessanti epigrafi romane, di cui due in copia e due originali. La prima da sinistra (originale) è dedicata a Gaio Salvio Liberale Nonio Basso, uno dei personaggi più importanti di Urbs Salvia il cui nome di famiglia “Salvio” rimanda probabilmente ad un antenato schiavo della città successivamente liberato. Fu grazie alla sue capacità retoriche, ma soprattutto all´aiuto del “parente” urbisalviense Flavio Silva -costruttore dell´anfiteatro-, che percorse un´eccellente carriera fino ad accedere al consolato, carriera esaltata proprio da quest´epigrafe funeraria. La seconda da sinistra è la copia del testo epigrafico iscritto su di un piedistallo che sorreggeva un dono -la cui natura è a noi ignota- che, dopo l´età traianea, Tito Flavio Massimo -di ordine equestre e la cui origo è probabilmente urbisalviense, mentre era amministratore dell´imperatore in oriente dedicò agli dèi e alle dee di Urbs Salvia. L´originale è conservato presso la Raccolta Archeologica dell´Abbazia di Fiastra. Anche l´originale della terza epigrafe è conservato presso la Raccolta archeologica dell´Abbadia di Fiastra, e si tratta di un´ara funeraria che Marco Calvio Sabino, ex schiavo, dedicò al padrone, Marco Calvio Clemente, che gli concesse la libertà. Quest´ultimo era certamente un personaggio importante nella città, avendo rivestito la carica di quattuorviro, carica forse legata ad Urbs Salvia al collegio sacerdotale degli Augustales. La quarta è un´epigrafe funeraria (originale) dedicata a Vitellia Rufilla, moglie del console Gaio Salvio Liberale e madre di Vitelliano autore di questa dedica. Come testimoniato dal testo Vitellia Rufilla fu per tutta la vita flaminica Salutis Augustae, ovvero sacerdotessa della Salus Augusta, il cui culto veniva officiato nel principale Tempio forense di Urbs Salvia.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di Urbisaglia

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