Anfiteatro di Urbisaglia

Costruito fuori dalla cinta muraria, a margine della Salaria Gallica, quello di Urbisaglia è uno degli anfiteatri romani meglio conservati nelle Marche. Fu fatto erigere intorno all´81 d.C. da Lucio Flavio Silva Nonio Basso, come si legge nell´iscrizione conservata nel Museo Archeologico di Urbisaglia.
Gli ingressi all´arena in origine erano coperti a volta; di qui entravano i gladiatori e le processioni che precedevano i giochi. L´antico piano dell´Arena è situato a circa un metro di profondità rispetto a quello attuale, e non risulta che sotto di esso vi fossero gallerie e locali di servizio. Al contrario di quanto spesso indicato non vi sono attualmente elementi per supporre un suo uso per le naumachie, cioè per le battaglie navali. Il condotto di immissione dell´acqua per la pulizia dell´arena e il condotto per il deflusso delle acque per la pulizia dell´arena sono coperti a “cappuccina”. La cavea, destinata agli spettatori, era formata da due o forse tre ordini di gradinate: probabilmente quella inferiore con i posti d´onore per i dignitari dello stato, quella mediana per i cavalieri e quella superiore riservata ai plebei, alle donne e agli schiavi. Alla cavea vi si accedeva attraverso 12 vomitori, coperti con volta a botte, che portavano direttamente alla gradinata inferiore, ed attraverso una serie di scale poste al di sotto di un corridoio anulare che circondava tutta la struttura. La Porta Libitinense (da Libitina, dea della morte) era la porta da dove venivano fatti uscire i morti o i moribondi al termine dello spettacolo. Il muro esterno presenta in vista una serie di grosse nicchie cilindriche e di speroni di cm 60 di spessore. I nicchioni si comportano come dei veri e propri archi orizzontali, che trasmettono la spinta della terra, per mezzo degli speroni, sui pilastri esterni. Le nicchie, probabilmente ornate da statue, sono occupate modularmente da rampe di scale per l´accesso al piano superiore. Si rileva con una certa frequenza la mancanza del rivestimento esterno che rende visibile il nucleo cementizio interno poiché i mattoni vennero prelevati in epoca medievale anche e soprattutto per la costruzione del borgo di Urbisaglia e dell´Abbazia di Fiastra. Le basi dei pilastri sono i resti dei pilastri sui quali poggiavano le strutture dei piani superiori dell´edificio e che nello stesso tempo costituivano un ampio porticato esterno. Le fondazioni dei pilastri erano legate a quelle del muro perimetrale da una serie di diaframmi in muratura, che rivelano l´impiego di un ingegnoso procedimento costruttivo.

Tratto dalla sezione turismo del sito del Comune di Urbisaglia.

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