Sapa

Sembrava uscito di scena questo manufatto dell’Italia vinicola, invece nella nostra provincia gode di ottima salute, stando ai tanti produttori che si sono presi la soddisfazione di rimetterlo in circolazione. Non più usato per condire monotone polente o quale sostituto dello zucchero, come accadeva un tempo, è diventato ingrediente di prestigio da accostare ai piatti più elaborati e gustosi. Si tratta nello specifico di mosto d’uva al quale si aggiungono varie essenze e droghe la cui preparazione varia da zona a zona per non dire da famiglia a famiglia.
Da Gustare
La Sapa è ottima con formaggi freschi e stagionati, come condimento per polenta, carni e verdure, da sola o con l’aceto balsamico.
Tecnologia di Lavorazione
L’uva dolce e matura, meglio se bianca, va ammostata con le mani, dopo averla nettata di ogni impurità. Si passa poi al setaccio per eliminare bucce e vinaccioli. Il liquido ottenuto va lasciato a riposo per circa 24 ore. Si unisce poi al mosto la cannella, i chiodi di garofano, la scorza di limone e mettere a bollire a fuoco lento fino a quando non si è ridotto di due terzi. Si separa il liquido dalla cannella e dagli altri ingredienti, si mette nelle bottiglie, si chiude ermeticamente e si conserva in luogo fresco, asciutto e buio.

Tratto da “Gusti tipici Maceratesi

Condividi