Rosso Piceno

La zona di produzione DOC del Rosso Piceno è la più vasta, comprende 3 province Ancona (fino a Senigallia nord), Macerata e Ascoli Piceno. Interessa l’area collinare dai contrafforti appennici fino all’Adriatico. La denominazione di origine controllata Rosso Piceno DOC è stata riconosciuta nel 1968, anche se la sua storia inizia molto prima: si parla del vino dei piceni già prima dell’insediamento dei Romani. Sono infatti le popolazioni picene, che hanno dato il nome al territorio in cui si sono insediate, a lasciare le prime testimonianze di quello che millenni dopo sarebbe diventato il Rosso Piceno DOC. Il poeta latino Polibio, in uno dei suoi racconti, parla di Annibale che , scendendo verso Roma, fece tappa nella zona Picena e, vedendo i cavalli del suo esercito in difficoltà, li fece curare con delle frizioni di vino Rosso molto invecchiato.
Tipologie: Rosso Piceno, Rosso Piceno Sangiovese e novello.
Prevede anche il Rosso Piceno Superiore.
Vitigni: alla mescolanza di uve Sangiovese (dal 30% al 50%) e Montepulciano (dal 35% al 70%), nei vigneti possono concorrere uve a bacca rosse autorizzate, fino ad un massimo del 15%.
Temperatura di servizio consigliata:15°-16° C
Bicchiere consigliato: calici bordolesi

CARATTERISTICHE
Aspetto: rosso rubino con sfumature violacee che tendono ad attenuarsi.
Profumo: odore gradevole e vinoso, evolve al fruttato floreale.
Gusto: sapore sapido, armonico, asciutto, giustamente tannico e di corpo. La maturazione da morbidezza ed equilibrio. Ricorda sapori di frutti (prugne e carrube), fiori rossi appassiti e radice di liquirizia.
Gradazione alcolica: minimo 11,5° % vol.. Il Novello deve avere almeno 11° % vol.

DESCRIZIONE
Va bevuto giovane tra il primo ed il secondo anno. Si può conservare, a seconda delle annate e delle zone, fino a tre anni ed oltre. Invecchiamento in botti di rovere ed affinamento in bottiglia esaltano le sue doti naturali.
Al primo impatto è vinoso, mentre il finale è fruttato-floreale, dall’inconfondibile nota di prugna. Asciutto ed armonico, la tannicità non è mai troppo marcata, senza per questo risultare debole di corpo.

Abbinamenti
Graditi risultano gli accostamenti a minestre notevoli nella struttura e per le componenti nelle salse (fagioli, ceci, lenticchie, minestrone, polenta, pasta fresa farcita, ecc.). Si accosta bene con salumi crudi e cotti (salame di Fabriano ciauscolo, cotechino, ecc.). Ottimo con secondi piatti di maiale, manzo e bassa corte in tegame con salsa rossa, uccelletti in salmì, carni aromatiche tenere e grasse (agnello e capretto), arrosti a fuoco diretto, spiedo o casseruola (maiale, tacchino, ecc.). Per le sue spiccate caratteristiche, soprattutto se giovani, si sposa bene con zuppe di pesce e con peperoni rossi e verdi, con fritture di pesce dal profumo e strutture notevoli (triglie, alici, sardine, molluschi cefalopodi), con pesci arrostiti sulle braci (sardine, alici, sgombri, ecc.).

Tratto da “Vini della Provincia di Macerata“.

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