Ciaringolo

Il ciaringolo, nell’alto maceratese, si consuma infilato in un palettino e cotto in graticola. I più raffinati cultori di questo boccone identificano i ciaringoli con il solo grasso che sostiene l’intestino. In questo caso il rituale di cottura cambia e si passa dalla graticola alla brace, che rapidamente indurisce la parte esterna e scioglie l’interno. Dopo le note vicende sanitarie legate al fenomeno della mucca pazza, il consumo delle frattaglie, ha subito una drastica battuta d’arresto e con esse anche i budelli aromatizzati, ma nella dimensione familiare, con il maiale allevato in casa, i ciaringoli sono tranquillamente consumati. I più conosciuti e apprezzati sono i ciaringoli di Matelica.
Tecnologia di lavorazione
Gli ingredienti dei ciaringoli sono budello tenue e grasso di sostegno conditi con sale, pepe e semi di finocchio. Una volta preparati si fanno asciugare vicino al camino, o meglio sotto la cappa del camino, per qualche giorno e quando sono ben asciutti si conservano in cantina, al riparo da sbalzi termici.
Calendario di lavorazione
Si produce in inverno.

Tratto da “Gusti Tipici Maceratesi“.

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