La ‘ncotta (la Carbonaia) di Cessapalombo

ncottaCessapalombo è uno dei pochi comuni dove ancora è presente la tradizione del carbone da legna. Si ottiene per la “cottura” della legna in ambiente anaerobico all’interno della carbonaia chiamata “la ‘ncotta”. La carbonaia ha forma tronco-conica di altezza variabile tra 1,5 e 2 metri ed è il risultato di una serie di operazioni che, dallo spiazzo ricavato nel bosco, arrivano alla produzione del carbone. Anticamente veniva prodotto direttamente in montagna a fianco o ai margini della “tagliata” o “caesa” (cioè la zona di macchia tagliata in maniera omogenea) e poi trasportato con gli asini ai mercati dei paesi vicini. Ciò avveniva per una questione di comodità, infatti il suo peso specifico è circa 5 volte minore rispetto a quello della legna, quindi più facilmente trasportabile.

Le operazioni possono sinteticamente essere così riassunte:

– Preparazione dello spiazzo, si preferisce utilizzare lo stesso più volte perché la terra già cotta non si fessura;

– Ammassamento della legna, tagliata in pezzi di lunghe.zza non superiore agli 80 cm, ai bordi dello spiazzo;

– Realizzazione del “castello” (struttura) centrale che sosterrà tutto il resto della legna e fungerà da camino (”vuscia”);

– Sistemazione dei pezzi di legno in posizione verticale attorno al castello centrale;

– Disposizione delle pietre alla base della struttura composta;

– Disposizione delle frasche sempreverdi a coprire la legna (attualmente si usa la paglia perché facilmente reperibile);

– Copertura con la terra in modo da chiudere ogni vuoto;

– Cottura. La carbonaia viene accesa dal camino;

– Rabboccatura con piccoli pezzi di legno;

– Foratura, durante la cottura si praticano dei fori con la “sforarella” permettendo così il passaggio dell’aria, per garantirne la combustione;

– Capatura e confezionamento in sacchi del carbone, ottenuto dopo 8-10 giorni di cottura. Il grado di cottura si intuisce dal colore del fumo.

Tratto dalla sezione turismo del sito dl comune di Cessapalombo

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