Santuario Duomo Vecchio di S. Severino

La chiesa, risalente al X sec., fu riedificata ed ampliata nell´XI sec. e completata con la trecentesca torre campanaria. L´interno conserva un bellissimo coro ligneo intarsiato ed intagliato da Domenico Indivini alla fine del 1400. Il corpo del santo vescovo Severino, morto nel 545, fu trasportato nel 590 dai settempedani sul colle del Monte Nero che era stato eletto a sede civile e religiosa dopo le devastazioni di Septempeda da parte dei Goti di Totila. Da allora il nuovo abitato prenderà il suo nome. La chiesa, risalente al X sec., fu riedificata ed ampliata nell´XI sec. e completata con la trecentesca torre campanaria a bifore costruita nella tipica facies severinate e la coeva facciata gotica in laterizio, abbellita da un rosone dentellato, da una edicola in travertino a tre archi lobati, poggianti su colonnine con capitelli d´ordine corinzio, e da un bel portale con colonne a spirale. L´interno, rimaneggiato nel settecento e nei primi del novecento, conserva un bellissimo coro ligneo intarsiato ed intagliato da Domenico Indivini alla fine del 1400, suo capolavoro insieme a quello in Assisi. Sul fondo della chiesa si impone il prezioso organo di Giuseppe Catarinozzi con la cantoria intagliata e indorata dal francese Denis Pulvier (XVII sec.). Sono oggi custoditi presso la Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” i pregiati affreschi di Lorenzo e Jacopo Salimbeni con le storie di san Giovanni Evangelista (inizi XV sec.) ed un paliotto su pelle (XVIII sec.) raffigurante il trasferimento da Septempeda al Monte Nero del corpo di san Severino le cui spoglie sono custodite in una cappella votiva laterale. Dopo lunghi restauri, la chiesa è stata riaperta al culto l´8 giugno 2010.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di San Severino

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