Convento di S. Liberato di San Ginesio

Il convento di S. Liberato di San Ginesio fu fatto costruire intorno alla metà del secolo XIII dai signori di Brunforte per custodire i corpi di San Liberato, seguace di San Francesco e dei suoi compagni, frà Umile e frà Pacifico trasferiti lì dall’eremo di Soffiano. Sembra che San Liberato fosse figlio di Fidesmido Brunforte da Loro Piceno. Entrato nella vita monastica a diciotto anni, nel secondo decennio del secolo XIII si ritirò nell’eremo di Soffiano nel quale, come vuole la tradizione, trovò ospitalità anche San Francesco D’Assisi in un viaggio di ritorno da Ascoli Piceno. La vita di San Liberato ha molte analogie con quella di San Francesco: anche lui, come raccontano “I fioretti” fu visto circondato da uccellini che gli posavano docilmente sulle braccia e sul capo. Nell’eremo di Soffiano, Liberato si ammalò gravemente e vi morì nel 1258. Poco dopo i suoi confratelli, per sfuggire all’asprezza del luogo, si trasferirono nell’eremo di Monte Santa Maria portando con sé le spoglie di San Liberato che dette il nome al convento e al santuario.

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