Chiesa di S. Francesco di Potenza Picena

Piuttosto antiche appaiono le origini del convento dei Francescani Conventuali, detti di S. Francesco di Potenza Picena. Secondo la tradizione, sarebbe stato lo stesso Santo di Assisi il fondatore del monastero di Monte Santo attorno all’anno 1222-23, quando sarebbe giunto nella nostra cittadina con un gruppo di frati.
Nella circostanza, riferisce la tradizione, gli abitanti, attratti dalla santità di Francesco, avrebbero donato a lui ed ai suoi confratelli alcuni “casalini”, nei pressi della chiesa di S. Nicolò, nell’area dell’attuale Pincio. Queste piccole case ed il tempio avrebbero costituito il primo nucleo del monastero. La chiesa, comunemente detta di S. Francesco, in realtà è intitolata a S. Nicolò, raffigurato nel quadro sopra l’altare maggiore. La tradizione riferita non dovrebbe essere del tutto priva di fondamento storico, in considerazione dei fatto che si conservano documenti pontifici concessi al padri di Monte Santo, risalenti alla prima metà del XIII secolo. Dopo un breve trasferimento a Monte “Grugliano” (o Coriolano), i francescani conventuali tornano a S. Nicolò verso il 1298. La chiesa e, probabilmente, il convento dovevano essere, in origine, di modeste dimensioni, come si rileva nel dipinto di S. Sisto, il quale presenta – sembra – una raffigurazione di Monte Santo prima degli interventi edilizi del Settecento. Dall’inventario compilato nel 1729 (ora nell’Archivio storico diocesano di Fermo), la chiesa si presentava a due navate ed era dotata di sei altari, incluso il maggiore. Tra i dipinti che li ornavano, un posto di rilievo meritava senz’altro il polittico su tavola di Vittore Crivelli del 1493, ricordato anche da padre Civalli nella sua nota “Visita triennale”. L’opera, della quale si conserva anche il rogito di committenza, è attualmente dispersa. Forse perduti sono anche gli affreschi realizzati dal pittore severinate Ludovico Urbani nel 1491 per la cappella di Santa Venera degli Albanesi; da ricordare che famiglie albanesi si erano stabilite a Monte Santo sin dalla seconda metà del XV secolo. Restano invece nella parete delle scale che portano alla cantoria parti di affreschi risalenti al sec. XIV, i quali, secondo alcuni studiosi, raffigurerebbero una “Visitazione”. La chiesa attuale risale alla seconda metà del sec. XVIII. I lavori si sono protratti per oltre un decennio dal 1766 al 1778. L’ esterno ed il campanile, assai elevato, sembra siano stati progettati dall’architetto comasco Pietro Augustoni, attivo anche nella nostra cittadina. Non sappiamo se il medesimo Augustoni abbia realizzato anche l’interno molto scenografico, impreziosito da quattro eleganti statue che raffigurano le virtù cardinali. Da ammirare, nella chiesa, anche il coro ad intagli, opera dell’ebanista Moschetti, ed i confessionali. I dipinti, quasi tutti settecenteschi, hanno patito a causa dell’umidità; quelli sugli altari laterali raffigurano un “Miracolo di S. Giuseppe da Copertino”, la “Natività” ed il “transito di S. Andrea di Avellino”. Le due tele dipinte, ai lati del quadro d´altare maggiore, ricordano invece altrettanti momenti dell´approvazione della regola francescana. Anche i conventuali di Potenza Picena hanno subito le soppressioni napoleoniche e post-unitarie. Oggi la chiesa è di proprietà demaniale; appartiene invece al Comune ciò che resta del convento, in buona parte demolito nella seconda metà del sec. XIX. I suoi locali oggi ospitano la Biblioteca, l’Archivio Storico e la Pinacoteca Civica.

Tratto dalla sezione turismo del sito di Potenza Picena

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