Chiesa di San Biagio di Pollenza

Imponente la sua mole a croce greca; l’interno della Chiesa di San Biagio di Pollenza è sovraccarico di pitture e decorazioni di Domenico Tojetti, Virginio Monti, Giovanni Cingolani, Biagio Biagetti, Giuseppe Fammilume; sopra l’ingresso organo Callido del 1793. La superficie bianca e riflettente, il pronao neoclassico sovrastato dal timpano, la mole imponente, ne fanno l’edificio-simbolo di Pollenza. Progettata nel 1834 dal De Mattia di Treia, sorge sull’area di un’altra piccola chiesa, esistente sullo stesso luogo, sin dal 1269 e dipendente dall’Abbazia di Rambona. Orientata ad est, verso Gerusalemme, la chiesa originaria aveva annessi il chiostro e il convento. Nel 1791 le autorità religiose e civili decidono di abbatterla per ricostruirla più ampia e adeguata alle nuove esigenze della popolazione. La maldestra concezione del progetto e delle opere murarie fa sì che questa fabbrica, ideata dall’arch. Bracci ispirandosi al Pantheon, abbia vita brevissima e si concluda nel 1809 con lo schianto del tetto. Subito si pensa alla ricostruzione e nel 1834, con l’imprimatur dell’Accademia di San Luca di Roma, si dà il via alla realizzazione del disegno del De Mattia che si rifà all’omonima chiesa ideata dal Valadier per Monte San Pietrangeli. Dal 1844, anno della sua consacrazione, la Collegiata di San Biagio si presenta con le quattro colonne ioniche aggettanti, che sorreggono il timpano e un campanile (alto 35 metri) un poco arretrato rispetto alla facciata, perché costruito sulle fondamenta di un antico torrione. L’interno, a croce greca, è sovrastato da un’ampia cupola affrescata dal pittore romano Virginio Monti, a cui si devono anche la decorazione della Cappella Maggiore e del corpo centrale della chiesa. Dietro l’altare maggiore si staglia una tela del pittore romano Domenico Tojetti, che rappresenta San Giovanni Battista e San Biagio ai piedi della Vergine. Ai lati si aprono le cappelle riservate alle confraternite: a sinistra quella del SS.mo Sacramento, a destra del SS.mo Crocifisso. La prima, decorata dal pittore Giovanni Cingolani di Montecassiano, propone la storia e la glorificazione dell’Eucarestia, quella di destra raffigura la “Passione di Gesù” ed è opera di Biagio Biagetti di Porto Recanati. Voltandosi verso l’ingresso, sopra il portale, si scorge un organo Callido di Venezia, del 1793.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di Pollenza.

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