Chiesa di S. Maria della Neve di Potenza Picena

Un posto di particolare rilievo nella storia religiosa e civile di Potenza Picena occupa quella dedicata alla Beata Vergine della Neve, sita nel pressi della porta principale della cittadina. Fuori della cinta muraria, che divideva il centro abitato dalla campagna, davanti ad ogni porta d’accesso a Potenza Picena (allora Monte Santo), erano state costruite piccole chiese dedicate alla Madonna, probabilmente in segno di riconoscenza alla Vergine da parte della popolazione scampata a gravi crisi epidemiologiche ed a conflitti bellici del sec. XIV. Tali edifici vengono fatti risalire dagli studiosi agli anni Venti del sec. XV, epoca nella quale, per la crescita del nucleo abitato potentino, viene costruita una nuova e più ampia cinta muraria, terminata nel 1425, rafforzata nel 1471, nel 1480 e nel 1566.
L’ ipotesi che le origini della chiesetta di S. Maria della Neve risalgano al periodo indicato sembra trovare conferma anche nel fatto che l’affresco presente al suo interno, sopra l’altare, è stato da alcuni attribuito a Pietro da Montepulciano – denominato anche Pietro da Recanati – pittore attivo nelle Marche agli inizi del sec. XV. E’ probabile che la chiesa sia stata in origine di modeste dimensioni; qualcuno ipotizza che si sia trattato di una semplice cappellina o edicola. Col tempo, però, viene ampliata e riceve benefici e donazioni. Dal catasto dell’anno 1543, conservato presso l’archivio storico comunale, risulta che la chiesa (e, per essa, il Rettore che ne è titolare e la officia) possiede, nelle immediate vicinanze, un piccolo appezzamento di terra olivata. E’ significativo il fatto che, già all’epoca, l’area attorno alla chiesetta viene denominata “contrada di Santa Maria della Neve”. La chiesa non “sfugge” alla visita apostolica del 1573, effettuata nella diocesi di Fermo da rnons. Maremonti. Nell’occasione il presule ordina di sistemare il pavimento, imbiancare le pareti nonché migliorare e curare gli arredi sacri. La chiesa attuale sarebbe stata realizzata nel sec. XVII, forse nel 1663 come ricorda un’incisione su cotto ancora oggi visibile. E´ probabile che all’epoca siano stati costruiti anche il nuovo altare (nel quale sembrano affiorare elementi baroccheggianti), e la casa adiacente, che nel Seicento e nel Settecento ospitava un “eremita”, forse custode del tempietto. Nel sec. XVIII viene aggiunta la loggetta all’ingresso della chiesa, forse per offrire riparo ai viandanti (da ricordare che Potenza Picena era località di transito per i pellegrini diretti al santuario di Loreto). Casa, loggia e, forse, la chiesa stessa costituivano anche un rifugio per coloro che fossero rimasti fuori delle mura dopo la chiusura serale delle porte. Nel luglio 1672 il pontefice Clemente X concede il particolare privilegio di indire ogni anno una fiera il 5 agosto, festa della Beata Vergine della Neve, e nei giorni precedente e successivo, con la possibilità di portare e vendere mercanzie – ” panni, seta, animali di qualsivoglia spetie” e prodotti agricoli -, il tutto esente dal pagamento di certi dazi. Il privilegio viene citato anche da un “chirografo” del tesoriere generale della Camera Apostolica del 1743, nel quale si ribadiscono le esenzioni ed i diritti accordati per la fiera e si concede la possibilità di dirimere con rito abbreviato le controversie che possono insorgere nel corso della fiera medesima. Quest’ultima si è svolta fuori delle mura, nei pressi della chiesetta, fino a tempi recenti. La chiesa suburbana della Beata Vergine della Neve, oltre che alla storia religiosa ed economica, è legata anche al ricordo dei principali avvenimenti politici della cittadina. Di qui, il 19 settembre di ogni anno, partiva, guidato dalle magistrature comunali nonché dai rappresentanti del clero e delle confraternite, il pellegrinaggio popolare al santuario di Loreto, in esecuzione di un voto fatto dal Comune alla Vergine per lo scampato pericolo d’ ” infeudazione ” tentata dalla Santa Sede e dal duca di Ferrara, Francesco d’Este, nel 1562. Il tentativo, come è noto, era fallito anche perché la popolazione reagì concorde obbligando il duca a rinunciare al feudo. All’ inizio del Settecento nella chiesetta viene sepolto il marchese Ludovico Marefoschi, benefattore della cittadina, il quale istituì, col suo testamento, il conservatorio per le orfane povere del luogo.

Tratto dalla sezione turismo del sito di Potenza Picena

Condividi