Chiesa della Madonna delle Grazie di Potenza Picena

La chiesa della Madonna delle Grazie a Potenza Picena, sita in prossimità di Porta S. Giovanni (una delle tre porte di accesso al paese), ricopre un ruolo importante nella storia del culto dei Potentini. Il tempio sembra sorga nel luogo dove, in origine, vi era un’edicola votiva, ampliata nel corso degli anni per volere dei fedeli. La tradizione narra che l’immagine della Madonna con il Bambino, dipinta su muro intorno al 1400, fosse dispensatrice di grazie, tanto che già nello Statuto comunale, approvato nel 1455 si fa menzione del luogo come “Via Gratiarum”. Verso la metà del Settecento la chiesetta venne chiusa al culto per motivi di sicurezza, data la vetustà della struttura; nel 1788 l’arcivescovo di Fermo, mons. Andrea dei conti Minucci, ordinò di demolirla e di riutilizzarne il materiale per il restauro della chiesa di S. Giacomo. Tale decisione incontrò la fiera opposizione del popolo santese, che si rivolse al conte Leandro Mazzagalli, affinché finanziasse le opere di ristrutturazione del tempietto e ne acquisisse il patronato. Così la chiesa fu ingrandita ed abbellita e vide un sempre maggiore afflusso di fedeli. Anche molti pellegrini, diretti a Loreto, erano soliti farvi visita in segno di devozione e di riconoscenza. Numerosissimi sono infatti gli ex-voto donati alla Vergine dai fedeli (tra di essi figurano anche diverse tavolette decorate con scene di miracoli compiuti) e ancora oggi conservati. Visto il notevole afflusso di visitatori, nel 1872 si diede inizio ad ulteriori lavori di ampliamento della chiesa, terminati nel 1883 con il completo rifacimento della facciata. Nel 1894 si procedette solennemente all’incoronazione della Vergine e del Santo Bambino: nell’occasione si tennero imponenti festeggiamenti in tutto il paese. A causa del crollo del tetto (1970) e del degrado della struttura, la chiesa è stata quasi interamente ricostruita. Purtroppo, in tempi non remoti, sono state rubate per ben due volte le corone d’oro poste sul capo della Vergine e del Bambino.

Tratto dalla sezione turismo del sito di Potenza Picena

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