Cattedrale S. Maria Assunta di Cingoli

La chiesa di S. Maria Assunta di Cingoli sorge di fronte al palazzo comunale e risale al 1615. Il rivestimento della facciata fu voluto da Pio VIII, ma attuato solo in parte per carenza di fondi. Nell’interno, ad aula unica e terminante con tre absidi poligonali, vi sono cinque cenotafi, tra i quali spiccano quello dedicato a Pio VIII e quello dedicato al benefattore Francesco Cima delle Stelle . Nell’abside destra è collocata un’immagine della Madonna di Ostra Brama (Polonia), apposta nel 1946 dal 12° Reggimento Lancieri di Podolia in quell’anno di stanza a Cingoli. Sul primo altare a destra un dipinto di ignoto raffigura l’Avellanita S. Albertino in atto di guarire dall’ernia un bambino. Sul secondo a destra la Morte di San Gaetano di Pier Simone Fanelli. Sull’altare dell’abside destra il Discorso della montagna di Donatello Stefanucci, nativo di Cingoli. L’altare maggiore è del ‘700 in marmo policromo mentre la decorazione del catino absidale fu eseguita nel 1939 dallo stesso pittore cingolano Stefanucci. Vi figurano l’Assunta, i compatrioti dela città Esuperanzio e Sperandia, affiancati dai Dodici del SS. Sacramento, membri della confraternita eretta nella Cattedrale. Nella sagrestia sono conservati la Vergine col Bambino in trono e i SS. Caterina D’Alessandria, Pietro, Esuperanzio e Bonfiglio, politicco attribuito a Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro (prima metà del secolo XV), i Santi Nicola, Andrea e Lucia, trittico attribuito a Zanino di Pietro Simone Fanelli, un paliotto ligneo dorato del VXII secolo proveniente dall’altare dell’abside di destra e infine la Rosa d’Oro, opera di oreficeria neoclassica, donata da Pio VIII alla sua città nel 1830 che viene esposta al pubblico solo il 15 agosto di ogni anno, in occasione della festa dell’Assunta.

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