Castello della Rancia di Tolentino

Il castello della Rancia di Tolentino ha origine da un antico granaio (denominato “grancia”, dal latino granica) realizzato alla fine del secolo XII dai monaci cistercensi della vicina Abbazia di Chiaravalle di Fiastra. Per motivi di difesa la grancia era già dotata del mastio: i depositi di grano rientravano infatti tra i primi obiettivi da distruggere in caso di attacco nemico. I lavori di ristrutturazione e trasformazione in fortezza furono realizzati nel XIV secolo per ordine di Rodolfo II da Varano di Camerino, il quale aveva intuito le enormi potenzialità della grancia dal punto di vista strategico – militare. Quando i gesuiti si insediarono all’Abbadia di Fiastra nel 1581, il Castello perse le due connotazioni militari e venne organizzato come grande casa colonica adibita all’ospitalità e al ristoro dei pellegrini. Nel 1782 papa Pio VI sostò nei pressi del Castello della Rancia e in quell’occasione concesse tutti i beni dell’Abbazia di Fiastra alla nobile famiglia Bandini la cui ultima discendente, Maria Sofia Gravina di Ramacca, nel 1974 cedette il Castello al Comune di Tolentino. Dell’antica struttura del Castello si conservano ancora la Cappella dei Gesuiti e gli ampi saloni che oggi ospitano la Mostra mercato dell’Antiquariato. Sotto le vetrate del cortile è possibile osservare una serie di basi di colonne che appartenevano alla primitiva grancia dell’Abbazia di Fiastra, e una neviera, che veniva utilizzata come cella frigorifera per la conservazione degli alimenti deperibili. Sempre sul cortile si apre il passaggio alle grotte, utilizzate per la conservazione di vino e delle derrate alimentari, e il pozzo, fondamentale per l’approvvigionamento di acqua in caso di assedio. Un’angusta scala a chiocciola permette di salire attraverso i sei livelli del Mastio, che ospitano una raccolta di armi antiche. Dalla sommità del Mastio, alto 25 metri, lo sguardo abbraccia un’ampia veduta della Valle del Chienti. Oggi il Castello si propone come grande contenitore culturale; ospita la mostra permanente “Memorie” originale collezione di oltre cento opere sul tema della resistenza, realizzate su un identico supporto, dai più importanti pittori e scultori contemporanei. Al secondo piano dell’Ala nord è allestito il Museo Civico Archeologico, “A. Gentiloni Silverj”, che conserva preziosi monili, utensili e vasellame di epoca picena, nonché iscrizioni e statue di epoca romana.

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