Le coturnici

Camminando sui più alti pendii sassosi o coperti da bassi cespugli del territorio maceratese, può capitare di spaventare un gruppo di coturnici, invisibili fino a un attimo prima. Gli uccelli prendono il volo verso il basso con un frullo d’ali potente e fragoroso che risuona improvviso nell’aria. Di dimensioni medie ma dalla corporatura massiccia, il becco corto e leggermente arcuato, il piumaggio grigiastro e barrato di nero sulle ali, la coturnice vive sulle pendici brulle e soleggiate fino oltre il limite delle nevi. E’ un uccello stanziale, che compie solo delle migrazioni altitudinali spostandosi a quote più basse nella cattiva stagione. La dieta della coturnice è prevalentemente vegetale, costituita com’è di semi di piante erbacee, germogli, foglie di graminacee e bacche di ginepro, mirtillo e uva ursina. In primavera, tuttavia, si nutre anche di insetti. Le coturnici vivono in genere raggruppate, eccetto che nel periodo della cova. Questo cade all’inizio di maggio, dopo la formazione della coppia, che occupa un territorio e lo difende attivamente dagli altri uccelli della stessa specie. Ogni coppia scava due piccole buche distanti un centinaio di metri al riparo delle rocce, che riveste di erbe, muschio e penne. In ciascuna vengono deposte una decina di uova, covate per poco meno di un mese da entrambi i partner. In caso di disturbo, la coturnice abbandona la covata, e ricorre a una nuova deposizione. I piccoli sono subito in grado di lasciare il nido, molto vulnerabile nei confronti dei predatori, e di seguire la madre a piedi. Tre settimane più tardi sono in grado di prendere il volo. In Italia vivono due sottospecie di coturnice, una sugli Appennini e una sulle Alpi, più grande e dal piumaggio più scuro.

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