Bartolomeo Eustachio

Bartolomeo Eustachio aveva studiato medicina all’Archiginnasio di Roma, ma coltivava anche gli studi umanistici, le lingue araba, greca ed ebraica. Per qualche tempo restò a Urbino, alla corte del duca Guidobaldo della Rovere, che proteggeva gli scienziati, dove si dedicò anche allo studio delle matematiche. Nel 1549 seguì a Roma il cardinale Giulio della Rovere e qui venne nominato membro del Collegio medico, archiatra pontificio e professore di anatomia umana alla Sapienza. Conservò tali cariche fino alla morte. Fu un celebre anatomista e insieme al Vesalio e al Falloppio, fa tra i massimi riformatori dell’anatomia. Celeberrima la sua scoperta delle “trombe di Eustachio”, nell’apparato uditivo umano, cioè il condotto che unisce la cassa del timpano con le fosse nasali. Individuò inoltre le valvole delle coronarie; precisò ulteriormente la struttura di alcune ossa del cranio; cercò di determinare la struttura dei denti e quella dei reni. Tra i testi anatomici da lui scritti, ricordiamo: Opuscula anatomica, vdc. De rerum structura, De auditus organis, Ossium examen, De motu capitis, De vena azygos, De dentibus, Le tabulae anatomicae. Fece disegnare da un artista, che qualcuno vuole sia stato lo stesso Tiziano, le tavole anatomiche frutto dei suoi studi, poi pubblicate solo nel 1714. Anche il figlio Ferrante (1541 – 1593) fu medico, docente di medicina alla Sapienza di Roma e medico condotto, nonché lettore di medicina a Macerata dal 1583.
(SCIENZIATO, MEDICO, ANATOMISTA; nato a San Severino Marche verso il 1500, morto in viaggio fra Roma e Fossombrone a fine agosto 1574).

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