Anselmo Ciappi

Nato da una famiglia modesta, il padre maestro – muratore e la madre casalinga, ultimo di quattro figli, Anselmo Ciappi e la famiglia si trasferirono a Belforte del Chienti, precisamente a Borgo S. Maria, presso l’attuale casa Campelli. Fin dai primi anni di scuola dimostrò di possedere un’intelligenza viva, pronta e acuta, tanto che nel 1877 vinse il premio di primo grado fra tutti gli allievi della scuola elementare del paese. A vent’anni ottenne la licenza universitaria col massimo dei voti, si laureò ingegnere civile, poi venne assunto come assistente dalla stessa scuola per ingegneri, dove ebbe inizio la sua carriera didattica, quale aiuto alla Cattedra di Meccanica applicata alle costruzioni. Nel 1899 prese parte al concorso internazionale svizzero per la progettazione del viadotto metallico a Brent (Losanna), piazzandosi al 2° posto. La bella affermazione gli procurò la nomina a Cavaliere della Corona d’Italia. Sebbene studiosissimo e molto impegnato, non tralasciò mai di frequentare i vari circoli di marchigiani, che si erano costituiti a Roma, tenendo così i contatti con la sua terra. Capì però che il proliferare di questi circoli era dannoso e si adoperò per la loro unificazione. Nei primi mesi del 1903 moriva il grande e stimato letterato, nonché deputato del Collegio di San Severino Marche, Giovanni Mestica di Apiro, e molti politici della sinistra liberale, conoscendo bene la serietà e l’onestà dell’uomo Ciappi, gli offrirono la candidatura in tale collegio. Per Ciappi l’elezione fu un vero trionfo: a Tolentino, su 879 votanti, ben 846 si espressero a suo favore. Nelle sedute alla Camera dei deputati, dell’8 e del 10 giugno 1904, intervenendo sulla discussione del bilancio dei Lavori Pubblici, toccò un problema caro alle popolazioni del nostro territorio, quale la viabilità. In campo politico mantenne sempre fede al programma zanardelliano, con cui era entrato alla Camera, dove rimase per 6 legislature consecutive, prima nel collegio di San Severino, poi in quello di Ascoli e Macerata, infine nel collegio costituito da tutte e quattro le province marchigiane. Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, sebbene non più giovane, sentendosi erede della generazione risorgimentale, chiese di essere arruolato come soldato volontario nell’esercito combattente. La sua richiesta venne accolta e indossò la divisa con il grado di tenente del genio. Ritornato alla vita civile, fu nominato professore nel politecnico di Napoli. Fu più volte presidente del consiglio dell’Ordine degli ingegneri di Roma e Provincia, presidente dei Piceni in Roma, membro della vigilanza dei lavori del nuovo palazzo del Parlamento. Sposato con donna Letizia Bissi, non ebbe figli e adottò una figlia del fratello Ludovico, di nome Elda. A circa un anno dalla sua morte, nel 1936, la salma di Ciappi venne traslata da Roma a Belforte.
(INGEGNERE E DEPUTATO, nato a Camporotondo di Fiastrone nel 1868 e morto a Roma nel 1936)

Condividi