Pinacoteca “Raffaele Fidanza” di Matelica

La Pinacoteca Civica di Matelica è ospitata al secondo piano di Palazzo Ottoni, costruito nel 1472 da Costantino e Giovanni Battista da Lugano su commissione di Alessandro e Ranuccio Ottoni, esponenti della signoria che dominò la città dal 1394 al 1578; essa conserva numerose opere provenienti dalle chiese demaniate della città e una serie di dipinti del neoclassico pittore matelicese Raffaele Fidanza (1797-1846), al cui nome è stata intitolata l’istituzione. Fidanza era un raffinato esteta, noto soprattutto per la particolare introspezione psicologica con cui ritraeva i personaggi della sua epoca. Tra le opere presenti nel museo, di particolare pregio risulta essere la mazza d’argento, ambizioso simbolo dell’autorità comunale, realizzata nel XVIII secolo dall’argentiere romano Domenico Piani. Alcuni quadri incamerati dal museo a seguito delle soppressioni, sono un’importante testimonianza della ricchezza culturale della città tra XVI e XVII secolo. Il Noli me tangere di Ercole Ramazzani, proveniente dalla chiesa di S. Agostino, e il Sant’Onofrio di Salvator Rosa, pervenuto dalla cappella dell’Università dei Panni Lana (collocata all’interno della chiesa di S. Filippo), sono solo le punte più alte di un tessuto cittadino di cui il museo cerca di ricostruire la storia. Il Palazzo rinascimentale è inoltre anche museo di sé stesso dal momento che in una sala di rappresentanza è presente un interessantissimo ciclo di dipinti murali del XVI secolo, rappresentante gli amori degli dèi. Si tratta di uno dei più antichi esempi di pittura a soggetto mitologico presente sul territorio maceratese. Una visita alla chiesa di S. Francesco, che conserva opere del forlivese Palmezzano, dell’autoctono Luca di Paolo, di Simone De Magistris da Caldarola, di Ercole Ramazzani da Arcevia, aiuta sicuramente a capire la complessità culturale di una piccola capitale montana.

Tratto dal sito Sistema Museale della provincia di Macerata

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