Pinacoteca e Chiesa di San Domenico di Cingoli

Istituita nel 1985 per conservare le pale degli altari della chiesa di S. Domenico (tra cui anche la Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto), la Pinacoteca di Cingoli venne accresciuta con acquisizioni e lasciti di altre opere antiche e soprattutto grazie ad un considerevole numero di tele del pittore cingolano Donatello Stefanucci (1896-1987), cui l’istituzione fu conseguentemente intitolata. Insieme alla Biblioteca Comunale, la Pinacoteca è situata nel palazzo dell’ex Seminario Vescovile, costruito nel 1780. L’allestimento attuale ha destinato tre sale alle sezioni medievale e moderna, nelle quali sono raccolte iscrizioni, stemmi, ceramiche, maioliche e dipinti. Tra questi ultimi primeggiano una pala di Girolamo Nardini e l’Immacolata Concezione del XVIII secolo dipinta da Ubaldo Gandolfi. Moltissimi sono inoltre i pregevoli dipinti del Settecento. Delle cinque sale dedicate alla sezione contemporanea, tre stanze sono state riservate alle opere di Stefanucci, mentre in una è stato ricostruito lo studio dell’architetto romano Cesare Emilio Bernardi attivo tra il 1937 e il 1984. Il secondo polo museale, legato alla pinacoteca, è rappresentato dalla chiesa di S. Domenico, eretta a partire dal 1325 e divenuta di proprietà comunale a seguito delle soppressioni. Firmata e datata da Lorenzo Lotto nel 1539, la celebre Madonna del Rosario, ricollocata sull’altare maggiore della chiesa, è uno dei più importanti capolavori lasciati dall’errabondo pittore veneto sul territorio maceratese. Le altre tele presenti negli altari laterali costituiscono una straordinaria galleria di iconografie domenicane del XVIII secolo. Singolari, per il loro significato devozionale, sono inoltre le due sculture lignee del primo Cinquecento rappresentati San Sebastiano e San Rocco, calorosamente invocati per allontanare la peste dalla città.

Tratto dal sito Sistema Museale della provincia di Macerata

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