Pinacoteca civica “P. T. Venturi” di S. Severino

La Pinacoteca comunale di S. Severino intitolata a padre Tacchi-Venturi, noto studioso locale di storia delle religioni è ospitata dal palazzo comunale, risalente al XV secolo ed eretto dalla famiglia Manuzzi.
E’ una delle raccolte d’arte antica più preziose e ricche delle Marche. Espone opere dipinte per la città fra Trecento e Seicento dagli artisti della scuola pittorica locale che al principio del Quattrocento si impose come una delle più avanguardiste d’Europa, e da autori forestieri. Vi si confermano il polittico di Paolo Veneziano, capolavoro della pittura trecentesca adriatica, fra le opere venete del secolo una di quelle penetrate più internamente nel territorio marchigiano ed entrata in un’area già pienamente inserita nella temperie giottesca. Caposaldo nelle Marche delle umanissime verità epidermiche della pittura dei seguaci di Giotto è la Madonna dell’Umiltà del fabrianese Allegretto Nuzi, protagonista della scena artistica fiorentina dopo la metà del XIV secolo. Ricchissima la raccolta della produzione dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni che proposero da San Severino una versione del gotico fiorito meno azzimata e più vernacolare, immortalando sulle pareti delle chiese la San Severino del loro tempo con un’imparagonabile vis comica al limite del buffonesco e spalleggiati da un frizzante bagaglio di invenzioni narrative.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di San Severino

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