Museo del Territorio “O. Poleti” di S. Severino

Il museo del Territorio “O. Poleti” di S. Severino è espressione di tre diverse realtà: una casa colonica, il giardino botanico ed il museo vero e proprio che custodisce testimonianze della civiltà contadina, artigianale e protoindustriale. La casa colonica, con la sua aia e la capanna con il biroccio (carro agricolo) e altri attrezzi agricoli, ha la consueta scala esterna interamente coperta, da cui si accede al piano abitato dalla famiglia contadina: fedelmente arredati gli interni con mobili e suppellettili degli inizi del ‘900 con il paiolo appeso nel camino, madia, casseruole e cuccume di rame, letti in ferro e pagliericci di foglie di granturco, un “prete” di legno e la relativa “monica” di coccio. A pianterreno: la stalla con le mangiatoie, i gioghi, i morsi, una sella alla buttera e vari strumenti per l’igiene del bestiame, una cantina e un terzo vano dove è sistemato un telaio con cui le donne producevano tutti i tessuti necessari per la vita della casa. L’orto botanico è stato realizzato in un largo spazio esterno tra la casa colonica e il Museo vero e proprio, per rispondere ad una esigenza di rappresentatività floristica del territorio. Qui, come significativa proposta di interesse anche ambientale, sono state messe a dimora circa 50 specie arboree locali come la quercia, il leccio, il tasso, il biancospino, l’agrifoglio, il bosso, il corniolo, l’olmo, il carpino. Il Museo, annesso ai locali dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”, è diviso in varie sezioni supportate da foto e attrezzature riguardanti la vita contadina (tra cui voltarecchia, macina per olive, torchio per uva), le attività artigianali (oggetti proveniente dalle botteghe dei cappellai e dei sarti, miscelatore a gas per gassose), e le attività proto-industriali tra cui antichi strumenti appartenuti all’Azienda Elettrica Municipale degli anni ’20, utilizzati per l’illuminazione pubblica, antiche macchine usate in tipografia degli inizi del secolo, un carro-lettiga, una pompa a mano antincendio.

Tratto dalla sezione turismo del sito del comune di San Severino

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