Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata

Il patrimonio storico artistico del Comune di Macerata è stato oggetto di un cambiamento di sede e le collezioni, in base al nuovo progetto di allestimento, sono state trasferite nel settecentesco Palazzo Buonaccorsi. Esso prevede che l’eterogeneo corpus di opere acquisite nel corso del tempo venga strutturato in tre raggruppamenti, riferibili ai tre principali piani dell’edificio.
I locali seminterrati, originariamente ospitanti le scuderie di palazzo e per questo sede ottimale della collezione, sono stati predisposti per il nuovo Museo della carrozza, di imminente apertura. I veicoli, preziosa campionatura che abbraccia l’Ottocento fino ai primi anni del Novecento, sono organizzati secondo un criterio eminentemente cronologico, per dare conto anche della storia dell’evoluzione del mezzo attraverso il tempo. Il nucleo originario di tale collezione, sette carrozze sportive ottimamente conservate, fu donato al Comune dal conte Pieralberto Conti nel 1962, e in seguito si è arricchito di ulteriori importanti donazioni che ne hanno ampliato la gamma tipologica: dalla berlina ottocentesca da viaggio, ai calessi da passeggio, alle carrozze da addestramento dei cavalli. Il tutto si correda inoltre di un notevole assortimento di finimenti – briglie, morsi, selle e ferri da cavallo – che contribuiscono a rendere eccelsa la collezione maceratese nel suo genere.
Il piano nobile dell’edificio, di per sé un gioiello decorativo di primo Settecento, è destinato ad ospitare le opere d’arte moderna, principalmente dipinti, acquisiti a partire dagli anni 1835 e 1860, coincidenti con le prime donazioni finalizzate alla costituzione di “una pinacoteca patria”. L’allestimento segue l’avvicendamento delle salette istoriate, fino a concludersi nel cosiddetta “galleria dell’Eneide”, una sorta di “museo nel museo” in quanto luogo che conserva ancora inalterato il gusto collezionistico di Raimondo Buonaccorsi, committente della tele, tutte intonate al tema virgiliano. Tale collezione d’arte moderna è costituita da opere che vanno dal XIII, per ciò che attiene una pietra di carattere votivo, al XV e al XIX secolo, e si segnalano in particolar modo una piccola Madonna su tavola di Carlo Crivelli, gli originali automi dell’orologio dell’antica torre civica, una copia della flagellazione di Caravaggio e la collezione degli stemmi dei letterati accademici Catenati. L’allestimento è studiato nel rispetto della veste settecentesca delle sale, all’origine tappezzate e addobbate come un’autentica quadreria nobiliare.
Infine, al secondo piano, su cui sono stati condotti restauri pittorici a metà dell’Ottocento, sono collocate le sale della collezione di arte contemporanea, venutasi a formare grazie a talune donazioni (tra le altre G. Baynes e V. Monti) e mostre temporanee – organizzate a partire dagli anni Cinquanta negli antichi locali della Pinacoteca Comunale ed in seguito anche nella chiesa di S. Paolo -, ed in particolar modo con le acquisizioni delle edizioni storiche del Premio Scipione (1955, 1957, 1964). A seguito di tali importanti manifestazioni il Museo è entrato in possesso di notevoli esemplari di autori quali Corrado Cagli, Osvaldo Licini, Luigi Spazzapan, Bruno Cassinari, Domenico Cantatore, Emilio Vedova, Umberto Peschi ed altri. Più di un ambiente è stato predisposto per l’esposizione delle opere del poliedrico artista Ivo Pannaggi – tra le altre peculiarità pittore, architetto, fotografo e grafico -, mentre un’ulteriore sezione di dipinti e sculture viene dedicata al movimento del “Secondo Futurismo” maceratese degli anni Trenta. Nell’ambito del percorso è prevista inoltre una sala con funzione di centro di documentazione e consultazione virtuale della collezione contemporanea stessa.

Tratto da Sistema Museale della Provincia di Macerata.

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