Località di Moscosi

Il sito di Moscosi è ubicato nei pressi del fondovalle di un tratto dell’alto corso del fiume Musone, su un terrazzo fluviale tra le quote di 330 e 345 m s.l.m. La sua individuazione risale agli anni ’80, a seguito del progetto di costruzione della diga Castreccioni, il cui invaso avrebbe completamente sommerso anche l’area in esame: la Soprintendenza per i Beni archeologici delle Marche diede inizio ad una serie di campagne di scavo, i cui esiti hanno permesso di rilevare lo sviluppo di un’occupazione pressoché ininterrotta dall’Età del Bronzo al VI-V sec. a.C. Dopo una prima frequentazione nel Bronzo medio avanzato, è a partire dal Bronzo recente e per buona parte del Bronzo finale che l’insediamento si sviluppa attraverso una serie di fasi documentate da evidenti tracce di strutture abitative e di attività artigianali specializzate. Una delle più interessanti è rappresentata dalla realizzazione, presso l’antica sponda del fiume, di un reticolato ligneo coperto, per ampi tratti, da porzioni di concotto e lacerti di tabulato e interpretabile come piattaforma per strutture abitative.
L’economia sembra imperniarsi sull’agricoltura integrata con l’allevamento, ma si praticano anche attività artigianali specializzate, come la lavorazione dell’osso e del corno, e la metallurgia. Gli scavi hanno infatti evidenziato la presenza di aree destinate a tali attività, caratterizzate da suoli ricchi di materiali antropici e da focolari, strutturati con relative zone di servizio. Mentre per l’Età del Ferro i dati sono piuttosto scarsi, nel VI sec. a.C. si assiste all’intervento più imponente e meglio conservato sotto il profilo insediativo e strutturale del sito. Il dato più rilevante è costituito dalla realizzazione, lungo il versante, di terrazzamenti artificiali. Lo scavo integrale di uno di questi terrazzamenti ha restituito una struttura abitativa di notevole interesse, con una particolare articolazione interna e singolari soluzioni costruttive. Questa abitazione, nei cui livelli di crollo si è appurata l’esistenza di una copertura lignea con tegole e coppi, occupava l’intera superficie terrazzata.

Tratto da Archeologia Macerata.

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