Cavallucci

Sono dolci d’antica tradizione, la cui ricetta si tramanda di generazione in generazione. Di origine contadina sono entrati nelle consuetudini alimentari di tutta la provincia e non solo. Appartengono al genere delle paste farcite la cui origine è assai remota, ma la loro diffusione si è verificata sicuramente nell’alto medioevo, quando si è diffuso l’uso della pasta fresca. Particolarmente conosciuti quelli di Apiro.

Si consumano durante le feste di natale con il vin’ cotto.

Preparazione

Gli ingredienti dei cavallucci sono: noci, nocciole e mandorle, sapa, zucchero, pangrattato, alchermes, cognac, amaretto, marsala, mistrà o anisetta, caffè, buccia grattugiata di limone o di arancia. Si mescola il tutto e si lascia riposare per una notte. Il giorno successivo si prepara la pasta con farina, uova, burro, zucchero, bicarbonato e cremore. Si lavora la pasta per qualche minuto dando una consistenza dura. Si spiana ricavandone una sfoglia dallo spessore di mezzo centimetro che va tagliati in tanti quadrati nel cui centro va messo un cucchiaio d’impasto. Si arrotola e si stringe ai lati sui quali si faranno dei tagli con le forbici, simili ad una criniera equina. Chiusi a ferro di cavallo, si spennellano con tuorlo d’uovo sbattuto e si cuociono al forno per circa mezz’ora.

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